“Mobile” e apprendimento nel Web 2.0

Luglio 21st, 2008

Il “mobile” è da anni uno degli elementi più importanti nel dibattito sull’innovazione nell’e-Learning.
L’evoluzione tecnologica ha fatto dei palmari e sempre più anche dei cellulari, strumenti in grado di abilitare l’utente a produrre e condividere informazioni, anche in formato multimediale.
Nel Web 2.0 i dispositivi “mobile” sono uno strumento ideale per creare un continuo collegamento tra vita negli spazi fisici (studio, lavoro, incontri) e uso dei servizi online (social software).
Questo ha delle importanti ricadute nell’apprendimento, sia per veicolare strategie di tipo “informale”, sia per favorire l’immediata applicazione delle conoscenze acquisite in un contesto reale.

1. “Il futuro dell’apprendimento è informale e mobile: video intervista con Teemu Arina” di Robin Good
http://www.masternewmedia.org/news/2007/04/12/
the_future_of_learning_is.htm

Data: 2007
Lingua: Italiano
Formato: Html

In questa intervista video Teemu Arina, esperto finlandese di social software, sottolinea come il “mobile”, opportunamente integrato con strategie “informal”, sia fondamentale per l’apprendimento: questo perché consente di essere sempre immersi nel “contesto reale” nel momento in cui si acquisiscono le nuove conoscenze, e quindi di poterle immediatamente mettere in pratica con le proprie attività. Permette quindi di collegare sempre più strettamente le opportunità del “virtuale” agli spazi fisici dove le persone vivono e si incontrano.

2. “What is ‘Mobile 2.0’ (Beta)” di Daniel K. Appelquist
http://wirelessfederation.com/news/mobile-2-0/
Data: 2007
Lingua: Inglese
Formato: Html

In questo articolo l’autore analizza le prospettive del “Mobile” di nuova generazione, cioè dell’uso di dispositivi mobili (cellulari e palmari) per accedere e interagire nel Web 2.0. L’evoluzione tecnica dei dispositivi è stata sicuramente importante per rendere possibile questo obiettivo: schermi grandi e a colori, la presenza di funzionalità che permettono di produrre multimedialità (fotocamera, videocamera, registratore audio), la possibilità di attivare browser e applicazioni evolute (ad esempio: mappe geografiche).  Rispetto alle applicazioni, è sempre più importante trovare standard condivisi e seguire in un’ottica di sviluppo collaborativo e aperto del software: il modello “2.0” richiede di poter comporre liberamente servizi e informazioni che provengono da fonti diverse. Il vantaggio che il Mobile aggiunge al Web 2.0 è la possibilità di utilizzarne i servizi in qualsiasi momento, dove e quando servono, per collaborare e condividere a distanza con altre persone.

3. “Does Mobile Technology equate with Mobile Learning?” di Leonard Low
http://mlearning.edublogs.org/2007/03/06/does-mobile-technology-equate-with-mobile-learning/
Data: 2007
Lingua: Inglese
Formato: Html

L’autore dell’articolo sottolinea la differenzia “tecnologia mobile” e “apprendimento mobile”: il fatto che un dispositivo sia mobile, cioè che si possa portare con sé, non significa automaticamente che sia in grado di innovare il modo in cui si apprende; l’esempio è quello dei “laptop”, che sono sì trasportabili, ma prevedono una modalità di fruizione molto simile a quella del computer da tavolo.
Palmari e cellulari di ultima generazione, invece, consentono di accedere al web e a contenuti e servizi per l’apprendimento in modo diverso, immediato, in qualsiasi situazione (anche mentre si sta camminando) e quindi propongono un modello di stretta integrazione tra la vita e l’apprendimento (Ubiquitous Learning).

4. “Two to Three Years: Mobile Broadband” dal 2008 Horizon Report di The New Media Consortium e Educause Learning Initiative
http://wp.nmc.org/horizon2008/chapters/mobile-broadband/
Data: 2008
Lingua: Inglese
Formato: Html

L’articolo sottolinea la rapidissima evoluzione dei dispositivi mobili, in particolare i cellulari, che in pochi anni sono dapprima divenuti strumenti multimediali (video, foto, audio) e poi strumenti di accesso al social software, utilizzati per aggiornare blog, calendari online in tempo reale e per condividere risorse. I cellulari di nuova generazione, insieme ai servizi del Web 2.0, offrono molte nuove opportunità per l’apprendimento: sia quella di moltiplicare le occasioni di dialogo e collaborazione (e quindi di trasferimento di conoscenza in modo informale), sia quella di legare informazioni e attività a determinati “luoghi” (attraverso la geolocalizzazione, utilizzata ad esempio nei musei).

5. “Cell phones in schools: Opportunity or distraction?” di Meris Stansbury
http://www.eschoolnews.com/conference-info/cosn/cosn-news/?i=53013;_hbguid=360a22f6-991c-4f8f-bd05-9bc8cc9455bc&d=cosn
Data: 2008
Lingua: Inglese
Formato: Html

L’articolo mette in evidenza un problema tipico nel mondo della scuola (ma applicabile anche al mondo del lavoro): il cellulare è visto come strumento di distrazione, usato per “evadere” mentalmente da quello che si sta facendo, chiacchierare con altre persone, giocare, consultare siti per i propri interessi. La sfida invece è saper approfittare della pervasività di questo strumento a fini formativi, proponendo attività di produzione multimediale (video), di personal publishing (blog), di comunicazione e condivisione di informazioni.

Tema: RASSEGNA TEMATICA

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