Accessibilità, un impegno che continua

Luglio 9th, 2008

La diffusione dell’accessibilità è un obiettivo su cui si lavora da molti anni in ambito internazionale e anche nel nostro paese: i punti di riferimento sono le iniziative europee, il lavoro del W3C che sta preparando nuove linee guida, gli interventi legislativi. Occorre trovare sempre nuove soluzioni adeguate alle sfide poste dalle più recenti evoluzioni del Web.

Quanto più cresce nella nostra vita il ruolo delle tecnologie digitali, che diventano lo strumento privilegiato per lavorare, informarsi, usufruire di servizi, tanto più diventa importante l’impegno a favore dell’accessibilità.

Il termine accessibilità indica la possibilità di usufruire di un prodotto o un servizio informatico da parte di tutti, anche di coloro che sono portatori di disabilità (quali non vedenti, ipovedenti, non udenti, persone con difficoltà motorie) che creano difficoltà aggiuntive e in alcuni casi richiedono l’impiego di particolari dispositivi detti tecnologie assistive (es. dispositivi braille, sintetizzatori vocali) per rendere possibile l’interazione con il computer.

Si tratta di un obiettivo fondamentale, parte integrante delle politiche di e-Inclusion promosse dell’Unione Europea (cfr. il quadro strategico i2010: la società dell’informazione e i media al servizio della crescita e dell’occupazione) e riconosciuto a livello internazionale sia in ambito istituzionale che imprenditoriale.

Garantire l’accessibilità comporta da parte di chi produce l’adozione di una serie di strategie e accorgimenti tecnici, che possono riguardare diversi elementi: la disposizione dei contenuti su una pagina web, l’uso dei colori, il modo in cui è scritto il codice informatico.

Ci sono due aspetti da considerare: da un lato rendere possibile la fruizione attraverso i normali dispositivi da parte di persone che hanno maggiori difficoltà, che possono essere dovute alle condizioni di salute, all’età, o a una disabilità permanente. Ad esempio persone ipovedenti, che hanno bisogno di poter ingrandire i caratteri delle pagine web per poterle leggere; o daltonici, che hanno bisogno di determinate combinazioni di colori testo-sfondo per poter distinguere correttamente le parole; o non udenti, che hanno bisogno di un testo alternativo da leggere quando sono presenti elementi multimediali che contengono audio. Un altro obiettivo invece è quello di permettere la fruizione a chi deve utilizzare dispositivi specifici: ad esempio i non vedenti, che possono utilizzare un sintetizzatore vocale che legge ad alta voce i contenuti scritti sulla pagina web, o persone che per difficoltà motorie non riescono ad utilizzare il mouse, ma possono navigare le pagine web solo passando da un elemento all’altro con il tasto “Tab”.

Per favorire la diffusione delle accessibilità sono stati individuati standard e linee guida che chi produce deve seguire. Un punto di riferimento internazionale è il lavoro del World Wide Web Consortium (W3C) che va sotto il nome di Web Accessibility Initiative: nel 1999 è stato pubblicato il documento Web Content Accessibility Guidelines 1.0; attualmente è in elaborazione la versione 2.0 del documento (l’ultima stesura, detta “Candidate Recommendation”, è del 30 aprile 2008), che punta ad essere applicabile ad una gamma più ampia di tecnologie Web, inclusi gli sviluppi futuri (per quanto prevedibili). Il problema degli standard, infatti, è tenere il passo con la continua evoluzione delle tecnologie, che prevedono sempre nuove modalità di fruizione e di interazione e di conseguenza comportano nuovi accorgimenti per l’accessibilità. La trasformazione del Web 2.0, ad esempio, non può non avere un impatto significativo in questo campo.

La versione 2.0 delle linee guida del W3C è completamente rinnovata nella struttura, ed è organizzata intorno a 4 “principi” che devono essere tutti rispettati perché un contenuto Web possa dirsi accessibile. Tale contenuto Web deve essere:

  • Percepibile – l’informazione presentata deve poter essere colta dai sensi dell’utilizzatore
  • Operabile – le azioni richieste all’utente dall’interfaccia devono poter essere da lui eseguite
  • Comprensibile – il contenuto e le operazioni richieste non devono andare oltre la possibilità di comprensione dell’utente
  • Robusto – con questa espressione si intende che il contenuto deve rimanere accessibile anche con l’evolversi delle tecnologie, comprese quelle assistive.

Per ognuno di questi principi sono indicate delle linee guida (in tutto 12), e per ognuna di esse sono indicati “Criteri di successo” verificabili.

Naturalmente, come avverte lo stesso W3C, il rispetto dei requisiti tecnici previsti dagli standard da solo non è sufficiente a garantire l’accessibilità: occorre sempre verificare con un campione di utenti reali le reazioni e le difficoltà che emergono nell’uso di un prodotto/servizio web.

Ci possono essere problemi specifici di tipo cognitivo da considerare: un recente esempio italiano è il progetto E-Signs, realizzato da Ente Nazionale Sordi con la collaborazione di Didael Srl, progetto che ha evidenziato come gli utenti sordi abbiano uno specifico approccio alla comprensione della parola scritta e ha quindi richiesto, nella realizzazione di strumenti e contenuti per l’e-Learning, una modalità adeguata di strutturazione dei testi, oltre ad un’opportuna integrazione di contenuti  filmati in Lingua dei Segni .

Mentre il lavoro del W3C ha un carattere di proposta, seppur autorevole perché frutto della collaborazione tra organizzazioni, aziende, enti di tutto il mondo, gli organismi politici possono contribuire alla promozione dell’accessibilità attraverso specifici provvedimenti legislativi.

In Italia il cammino dell’accessibilità, avviato intorno al 2000, ha trovato un punto di riferimento nella legge n°4 del 9/01/2004, detta “Legge Stanca”, che ha reso obbligatoria l’adozione di standard di accessibilità per la realizzazione o il rinnovo dei siti internet che hanno come committente la Pubblica Amministrazione.

Tutto il processo di rinnovamento nel segno dell’e-Government, dell’e-Citizenship, dell’e-Democracy, cioè la realizzazione dei servizi al cittadino e alle imprese tramite Web, deve quindi compiersi nel segno dell’accessibilità.

Al tempo stesso tutte le aziende che vogliono lavorare come fornitori della P.A. con questa legge sono spinti ad aggiornarsi e adeguarsi agli standard di accessibilità. Lo stesso discorso vale per tutti gli strumenti didattici multimediali e web rivolti al mondo della scuola.

Alla “Legge Stanca” è seguito il Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 con l’indicazione di 22 requisiti tecnici da rispettare e dei diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici; nel decreto si stabiliscono anche le regole per la verifica dell’accessibilità. E’ stato anche disegnato un logo per contraddistinguere i siti accessibili, che viene assegnato a chi supera positivamente la verifica.

Il lavoro da fare per la diffusione dell’accessibilità è ancora molto, sia a livello istituzionale, dove probabilmente il contesto privilegiato di riferimento sarà quello Europeo, con le iniziative in corso a favore dell’inclusione digitale, sia a livello imprenditoriale.

Non bastano le leggi ma occorre soprattutto la diffusione di  buone pratiche: il problema è sempre quello di trovare soluzioni che sappiano coniugare l’accessibilità con le potenzialità sempre nuove che le tecnologie offrono, senza doversi rassegnare alle componenti multimediali e interattive più avanzate.

Sicuramente l’era del Web 2.0, con i nuovi strumenti collaborativi e di User Generated Content che spingono molto sulla partecipazione attiva dell’utente, con l’enfasi sulla comunicazione video e anche con la diffusione di molteplici dispositivi di accesso ai contenuti Web (non solo computer ma anche palmari, cellulari, tv digitale) pone nuove sfide all’accessibilità, che dovranno trovare risposta negli standard, nelle leggi, ma soprattutto da parte di chi è in grado di produrre sul campo modelli ed esempi innovativi.

Fonti

  “Overview of WCAG 2.0 Documents” dal sito del W3C
  http://www.w3.org/WAI/intro/wcag20.php
  Data: 2008
  Lingua: Inglese
  Formato: html

“Buone e cattive pratiche” dal sito WebAccessibile.it
  http://www.webaccessibile.it/consulta/elenco_info.asp?id=3
  Data: 2008
  Lingua: Italiano
  Formato: html

“Concluso il progetto E-Signs – Formazione online per adulti sordi” di Didael Srl
  http://www.didael.it/sito/com_dettaglio.asp?con=211
  Data: 2008
  Lingua: Italiano
  Formato: html

“Accessibilità e Web 2.0: Quale futuro?” di Trenton Moss
  http://www.masternewmedia.org/it/2006/10/05/accessibilita_e_web_
20_quale.htm

  Data: 2006
  Lingua: Italiano
  Formato: html

“DM 8 luglio 2005. Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici”
  http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705-A.htm
  Data: 2005
  Lingua: Italiano
  Formato: html

“Legge 9 gennaio 2004, n.4 (Legge Stanca)”
  http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/legge_20040109_n4.htm
  Data: 2004
  Lingua: Italiano
  Formato: html

Tema: ARTICOLI, RASSEGNA TEMATICA

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