Archivio del Marzo, 2010

Innovazione, a lezione con l’iPod

(Fonte: Corriere della Sera)

Matita alla mano, Mp3 nelle orecchie: la nuova frontiera dello studio. Integrativa, certo non sostitutiva delle classiche lezioni tradizionali. Tuttavia interessante, specie per chi lavora, oltre a frequentare l’università, o vive lontano dall’ateneo. La Federico II ha imboccato con decisione questa strada, già intrapresa da altri atenei prestigiosi: Stanford, Yale, Oxford, per esempio. Una strada che consentirà alle ragazze ed ai ragazzi di sfogliare le slide direttamente sull’iPhone e, in un futuro non lontano, anche sull’iPod.

Add comment Marzo 26th, 2010

Rivoluzione social-network

(Fonte: Corriere della Sera)

Sei anni che hanno cambiato il mondo delle relazioni umane. Ed è solo l’inizio. Da quando l’allora diciannovenne Mark Zuckenberg l’ha fondato nel 2004, Facebook non ha smesso un istante di macinare primati affermandosi in breve tempo come il social network più grande al mondo. Quattrocento milioni di utenti attivi nel 2010. Una scommessa imprenditoriale che ha raggiunto un valore stimato di 10 miliardi di dollari.

Add comment Marzo 25th, 2010

Mamme al lavoro, idee «elastiche»

Duemila curriculum e quattrocento messaggi postati sul sito in poco più di una settimana di attività. È il bilancio di moms@work (www.momsatwork.it), primo servizio di intermediazione del lavoro tagliato su misura per mamme, che da un lato aiuta le donne a rientrare o a ridefinire la loro posizione dopo una maternità e dall’altro offre servizi di recruitment e consulenza specializzata alle aziende interessate al lavoro flessibile. L’hanno creato due professioniste del settore, Cecilia Spanu, 43 anni, bocconiana, marketing manager, quattro figli in scala dai 7 ai 15 anni, e Anna Zavaritt, 36 anni, laurea in Relazioni Internazionali a Ginevra, giornalista di economia e finanza, due figli in età prescolare, convinte che la rinuncia di una madre al lavoro sia una perdita non solo personale, ma anche per l’azienda e il Paese.

«Conciliare maternità e carriera è possibile se si punta sulla flessibilità», dicono le due imprenditrici. «Abbiamo studiato per più di un anno sia la normativa italiana in materia di lavoro sia le esperienze di altri mercati, come quello americano e nordeuropeo, che sono riusciti a trovare soluzioni per non escludere dal circuito produttivo le donne con figli. La conclusione è che la flessibilità è l’arma vincente». Cosa significa? «Niente di complicato, le soluzioni ci sono già, solo che non sono applicate perché sconosciute. C’è il part-time, verticale, orizzontale e anche in ingresso (la vera sfida, ora utilizzato solo al 5%); c’è la negoziazione dell’orario, con un telelavoro nelle prime o ultime ore della giornata; l’elasticità in ingresso e uscita, i sistemi come la “banca delle ore” per trasformare gli straordinari in ore non pagate da scalare dal monte-ore totale, e altro ancora».

Per trattare direttamente con le aziende, da quella a conduzione familiare fino alla multinazionale, Spanu e Zavaritt si sono rivolte a una società di intermediazione del lavoro, la Gi Group, che ha accolto e reso operativo il loro progetto, al momento limitato a Milano. Moms@work ha aperto i contatti con aziende fra cui Kraft, Vodafone, Microsoft, ed entro metà aprile dovrebbe ultimare il primo giro di incontri, mentre nella sede Gi Group di piazza IV Novembre 5 si tengono i colloqui con le donne che inviano il curriculum alla mail info@momsatwork.it. È l’inizio, ma loro sprizzano ottimismo. «La crisi è nostra alleata», spiegano, «costringe un sistema rigido a piegarsi, ridefinendo l’organizzazione del lavoro. Noi anticipiamo».

Fonte: Corriere della Sera

Add comment Marzo 25th, 2010

Lavoro: le nuove frontiere della sicurezza

Come spesso avviene, la realtà finisce per superare la fantasia. I laboratori di ricerca di tutto il mondo sono all’opera per sviluppare automi sempre più leggeri, dotati di una struttura morbida e un’articolazione molto simile a quella della muscolatura umana. Obiettivo: affiancare gli addetti nei processi di lavorazione a più alto rischio e in ambiti dove delicatezza e precisione sono requisito indispensabile. Questione di pochi anni.

Nel frattempo bisogna fare i conti con i numeri degli infortuni sui luoghi di lavoro. Anche se i dati Inail (2008) mostrano che, per la prima volta in Italia dal 1951, si è verificata una diminuzione del 7,25% dei decessi (1.120 casi) e una riduzione degli infortuni del 4,2% (874.940 casi), l’incidenza degli infortuni rimane in ogni caso un fenomeno importante. Tanto che la Commissione per la sicurezza sul lavoro per i Paesi Ue ha stabilito, per il quinquennio 2007-2012, un obiettivo annuo di riduzione pari al 5%.

Sensori “intelligenti” per la cantieristica – Le tecnologie possono dare un contributo consistente al raggiungimento del traguardo indicato dalla Commissione Ue. Una novità interessante, per esempio, giunge dall’edilizia, uno fra i settori dove la normativa prescrive già da molti anni l’uso regolare di una serie di protezioni individuali. La novità sta nel diverso approccio al problema, affrontato non tanto dal punto di vista dell’efficacia delle misure di protezione quanto dal loro effettivo impiego. Questa sorta di uovo di Colombo prevede l’applicazione di particolari sensori all’interno di calzature, caschi, imbragature che trasmettono a una centrale di controllo in radiofrequenza lo stato di “indossato o non indossato” dell’operatore.

Il software che dialoga – La tecnologia per il riconoscimento vocale è alla base di un’avveniristica applicazione, sviluppata per facilitare gli interventi delle squadre di soccorso in siti dove sono presenti sostanze pericolose. Il progetto denominato SAFIR (Speech Automatic Friendly Interface Research), già testato con successo in Germania, consente di trasmettere a dispositivi mobili in dotazione ai vigili del fuoco tutte le informazioni riguardanti le sostanze attraverso un sistema di dialogo vocale. Anche in questo caso, un’azione mirata risulta determinante per il buon esito dell’intervento e la riduzione al minimo dei rischi per le persone e l’ambiente.

Fonte: Corriere della Sera

Add comment Marzo 24th, 2010

Navigare con lo smartphone, il sorpasso sul pc

Chattare, navigare in rete, scaricare e inviare foto, leggere e-mail, accedere al proprio conto bancario sono diventate attività gestibili con un unico strumento, ovunque e in qualsiasi ora della giornata. Lo smartphone per esempio, vero e proprio oggetto del desiderio per i teenager, è un concentrato di tecnologia che assicura una completa connettività e l’accesso a un’infinità di servizi on line impensabili fino a pochi anni fa. Possibilità che sembrano interessare sempre di più ai consumatori. Nel 2009, infatti (dati Gartner) il mercato complessivo dei cellulari ha fatto segnare a livello mondiale un lieve decremento (1,211 miliardi di pezzi venduti, -0,9% rispetto al 2008) ma il segmento degli smartphone è cresciuto del 23,8%, arrivando a 172,4 milioni di unità.

La società Deloitte Consulting si spinge anche più in là con le stime e prevede che nel 2010 si venderanno 400 milioni di smartphone, arrivando a uno storico sorpasso sui personal computer. Un boom trascinato soprattutto dalla possibilità di accedere ai servizi Internet in mobilità. Alberto Donato (Deloitte): «Entro fine anno la funzionalità di ricerca mobile sarà una della cinque applicazioni più usate, insieme a chiamate, sms, agenda e navigazione».

Viviamo ormai in quella che viene comunemente definita convergenza digitale. Audio, video, informazione, relazioni sociali: tutto passa oggi attraverso un device di pochi centimetri che segna l’evoluzione - e l’integrazione - di due dispositivi che in poco tempo hanno vissuto una rivoluzione totale. Da un lato il palmare, amato soprattutto dai professionisti, ha ampliato le sue funzioni trasformandosi in un telefono tuttofare; dall’altra il cellulare, che da semplice telefono ha via via conquistato il campo della multimedialità, un tempo appannaggio di sistemi più potenti e performanti come i pc.

Grazie a una maggiore autonomia delle batterie, il telefono cellulare ha potuto implementare hardware e software in grado di trasformarlo in una sorta di ufficio viaggiante: la soluzione ideale per il manager che vuole mantenere un’operatività pressoché completa, anche durante gli spostamenti di lavoro. E il caro vecchio pc che fine ha fatto? Anche lui sta subendo un’evoluzione costante. Ne è un esempio il fenomeno mini-pc, reso possibile dalla crescente miniaturizzazione delle tecnologie e dalla focalizzazione sugli aspetti funzionali ritenuti più adatti a ingolosire un nuovo segmento di utenza: una tastiera compatta ma sufficientemente comoda da consentire la produzione di testi, una connettività tramite chiavetta USB, sistema Wi-Fi. Il tutto ad un costo compreso - per i modelli entry level - fra 200 e 300 euro.

Fonti: http://roma.corriere.it/notizie/speciali/2010/tecnologia/notizie/

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2010/corriere-mobile/notizie

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