Archivio del Settembre, 2009

Social Advertising

Il termine Social Advertising indica un fenomeno che è emerso con particolare forza nel Web 2.0: il fatto che ponendo l’accento sulla dimensione “sociale”, sull’interazione, sulla creazione di comunità di interesse, si possano generare efficaci processi di marketing basati sul “passaparola” spontaneo degli utenti/consumatori. Un meccanismo che può funzionare tanto per i prodotti di largo consumo quanto per iniziative complesse.

In un social network, cioè una rete di persone che dialogano e condividono risorse online attraverso servizi dedicati, le persone sono abituate a raccontare, suggerire, commentare: per questo i prodotti, i servizi, le iniziative che riguardano i temi di maggior interesse per la “rete”, sono oggetto di approfondimenti, discussioni e passaparola, sia in senso positivo che in negativo. Si ascoltano le esperienze che persone concrete hanno avuto di un prodotto, quali usi ne hanno fatto, quali vantaggi ne hanno tratto e quali difficoltà hanno riscontrato. Il tutto risulta molto più credibile di una “pubblicità” tradizionale, in cui si sa che il messaggio è costruito ad arte per vendere.

Chi vuole fare promozione sul Web 2.0 (che lo faccia per una macchina fotografica digitale o per un servizio di e-Learning) deve allora, piuttosto che realizzare costose campagne mediatiche, saper segnalare il proprio prodotto/iniziativa alle “reti” e “comunità” che si occupano di temi affini. Se la discussione si accende, il messaggio può diffondersi rapidamente e in modo molto più incisivo, perché passa da persona a persona.

Da notare che il termine Social Advertising può essere ambiguo: prima del Web 2.0 veniva utilizzato soprattutto per indicare campagne pubblicitarie a scopo sociale (il Social quindi era lo scopo mentre ora è la modalità); ma anche nel contesto del Web 2.0 c’è chi lo intende in modo diverso: come invio di messaggi pubblicitari a gruppi di persone selezionati in base agli interessi tra gli utilizzatori di determinati “Social Network” (Facebook, Flickr, o altro). Diverso invece è puntare sulle potenzialità che le reti sociali hanno di farsi esse stesse mezzo di diffusione (e spesso rielaborazione e arricchimento) di un messaggio.

Add comment Settembre 30th, 2009

Slide Sharing

Con il termine Slide sharing si intende la condivisione online delle proprie Presentazioni (realizzate con applicazioni digitali di tipo Office, come MS PowerPoint o OpenOffice Impress). Non si tratta però del semplice inserimento di un file in un archivio condiviso, ma di un servizio online che ha tutte le caratteristiche del Web 2.0: in questo modo uno strumento che appare tra i più tradizionali nella formazione (i cosiddetti “lucidi”, o “diapositive / slides” nella versione digitale), e i cui limiti risiedono in genere nell’assenza di interattività, diventa uno strumento da commentare, segnalare, integrare con altri materiali, generando un circuito virtuoso di apprendimento collaborativo.

I servizi di Slide sharing (il primo e più popolare è offerto da SlideShare, ma molte altre applicazioni di questo tipo sono nate o si stanno sviluppando) permettono di realizzare la propria presentazione con i software abituali e poi di pubblicarla online con pochi clic del mouse; l’autore indica anche le parole chiave (tag) relative agli argomenti trattati, come per qualsiasi altro contenuto Web 2.0; una volta pubblicata, la presentazione può essere sfogliata direttamente online, a dimensioni ridotte o a schermo intero. Per questo motivo per mostrare la presentazione è sufficiente inviare un link, senza bisogno di mandare via e-mail allegati di grosse dimensioni. I lettori possono segnalare la presentazione attraverso siti di Social bookmarking e aggiungere propri commenti, che possono costituire un utile feedback per l’autore o anche dare suggerimenti d’uso ad altri utenti. La stessa presentazione può essere trovata attraverso i motori di ricerca (che riconoscono in termini in essa contenuti), distribuita attraverso feed RSS, integrata all’interno di blog o altri siti.

Lo Slide sharing essere considerato un interessante strumento di Rapid Learning, dato che consente ad un autore di produrre un contenuto con strumenti di semplice utilizzo (senza la mediazione di sviluppatori di software), di renderlo disponibile immediatamente ai destinatari e di attivare processi collaborativi capaci di facilitare l’apprendimento.

Add comment Settembre 24th, 2009

RSS

L’acronimo RSS significa per alcuni Really Simple Syndication, per altri Rich Site Summary o anche RDF Site Summary. Si tratta di una famiglia di standard tecnologici per la condivisione delle informazioni, che sempre più spesso è possibile ritrovare nei siti web, in particolare nei weblog.

Il termine chiave è syndication, da “syndicate”, agenzia di stampa. Come le agenzie di stampa offrono notizie che vengono riprese da diversi giornali, così, con RSS, un sito che offre una serie di notizie o di interventi può consentire ad altri siti di includerli in modo automatico nelle loro pagine. Il flusso di informazioni offerto da un sito viene chiamato feed RSS. In genere il feed RSS comprende non articoli estesi, ma solo brevi sintesi che rimandano con un link ai contenuti veri e propri (per questo alcune definizioni di RSS parlano di Site Summary, “indice del sito”).

Uno standard RSS (basati sul linguaggio XML o sul suo derivato RDF) definisce la struttura che l’informazione deve avere per poter essere condivisa: titolo, descrizione, data, link ad un intervento più esteso o al sito di origine (in questo modo i feed RSS diventano anche una forma di promozione del sito). Esistono diverse versioni di RSS, da 0.91 a 2.0: le evoluzioni più interessanti sono quelle che permettono di aggiungere indicazioni sul tipo di contenuto (categoria, argomento) per incanalare l’informazione in modo più utile all’utente. L’RSS definisce solo la struttura e il contenuto, non l’aspetto grafico e l’impaginazione: questi aspetti dipendono dal sito in cui la notizia verrà inclusa.

Al di là dei siti che utilizzano questo sistema per arricchire i propri contenuti, anche l’utente può utilizzare l’RSS grazie ad appositi programmi aggregatori: iscrivendosi a diversi feed RSS potrà ricevere notizie e interventi sempre aggiornati su un determinato argomento o dai suoi autori preferiti sul Web.

La presenza di un feed RSS su un sito è generalmente indicata da un rettangolino colorato con le scritte: XML, o RDF, o RSS (seguito dal numero della versione utilizzata).

Add comment Settembre 9th, 2009

Rich Internet Application

Le Rich Internet Application (RIA) sono applicazioni web di nuova generazione che presentano caratteristiche avanzate di interattività ed efficienza, finora prerogativa delle applicazioni installate sul computer. Con le RIA, ad esempio, è possibile utilizzare all’interno di un sito Internet l’operazione di drag and drop, oppure modificare in tempo reale i dati visualizzati spostando delle barre di controllo (denominate slider) con il mouse. Un esempio molto conosciuto di RIA è Google Map, che permette di spostare le cartine geografiche trascinandole per visualizzarne nuove porzioni, oppure di modificare la scala di visualizzazione utilizzando appositi controlli. Le RIA possono funzionare in modo più efficiente rispetto alle tradizionali applicazioni web perché, quando ci si collega al sito su cui sono collocate, scaricano sul computer dell’utente un software capace di svolgere in locale numerose operazioni; perciò non hanno bisogno di collegarsi al server tutte le volte che è necessario modificare la visualizzazione dei dati sulla pagina; grazie a questo si risparmiano tempi di attesa e sovraccarico della connessione, ed è possibile rispondere in tempi immediati alle interazioni da parte dell’utente.

Il software e i dati che le RIA utilizzano sul computer dell’utente vengono scaricati in modo automatico all’interno del browser che si utilizza per navigare Internet: non richiedono quindi nessuna procedura di installazione.

Il vantaggio di questo sistema è quindi quello di poter utilizzare applicazioni avanzate semplicemente collegandosi a Internet, senza essere legati ad un determinato computer. Notevoli sono le applicazioni nell’ambito della comunicazione, dei servizi online e anche dell’e-Learning. Il tutto fa parte della tendenza del Web a svilupparsi come ambiente di lavoro e collaborazione ricco di applicazioni da condividere, il cosiddetto Web 2.0.

Add comment Settembre 3rd, 2009


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