Archivio del Agosto, 2008

Apprendimento informale

L’informal learning, o apprendimento informale, è l’apprendimento che si realizza al di fuori dei percorsi formativi istituzionali (corsi scolastici, universitari o professionali, frequentati tanto in presenza quanto a distanza) e quindi attraverso l’esperienza sul campo, il dialogo con altre persone, la libera consultazione delle più diverse fonti di informazione (giornali, siti, libri, film, trasmissioni radio e tv, ecc.). Gli esperti del settore hanno rilevato che una grossa percentuale di quanto una persona sa, e in particolare di quanto gli è utile per lo svolgimento della sua professione, deriva dall’apprendimento informale. La sua efficacia è dovuta in particolare all’interesse personale che muove alla ricerca della conoscenza, alla presenza di una motivazione autentica ad imparare, o al contesto coinvolgente in cui si viene a contatto con le informazioni (la visione di un film, una chiacchierata con amici).

La consapevolezza del valore dell’apprendimento informale è importante sia nell’ambito dell’e-Learning, sia in quello del Knowledge Management: in entrambi i casi è necessario tanto saper offrire spazi di comunicazione aperti, dove le persone possano confrontarsi e scambiare conoscenze liberamente, quanto trovare i metodi e gli strumenti per far emergere quanto si è appreso in modo informale, renderlo consapevole e diffonderlo a vantaggio di tutti.

Add comment Agosto 26th, 2008

Apprendimento cooperativo

Per apprendimento cooperativo (in inglese si parla di “cooperative learning”) si intende quel processo formativo che si basa sulle interrelazioni tra i partecipanti al processo stesso. Tali interrelazioni sono funzionali alle attività di una comunità che coopera per il raggiungimento di uno specifico obiettivo educativo.

Questa metodologia formativa incoraggia gli allievi a lavorare in piccoli gruppi, studiando del materiale formativo e presentando il risultato del proprio apprendimento ad altri gruppi. In questo modo, essi si assumono la responsabilità sia del proprio processo di apprendimento sia di quello dell’intera classe. L’interazione tra i partecipanti favorisce la crescita collettiva del gruppo e l’apprendimento individuale diventa, di conseguenza, il risultato di un processo sociale.

L’apprendimento cooperativo è caratteristico dell’e-learning di terza generazione, dove l’attività didattica in rete è impostata in modo che l’uso degli strumenti di comunicazione (e-mail, chat, forum, ecc.) e la presenza di figure professionali a supporto del processo di apprendimento (tutor, facilitatori, animatori, ecc.) favoriscano lo scambio di contributi tra i partecipanti all’attività formativa.

Add comment Agosto 20th, 2008

Accessibilità

Con il termine accessibilità si indica la caratteristica di un sito web di essere navigabile ed utilizzabile anche da persone che soffrono di qualche disabilità. L’accessibilità richiede diverse attenzioni nella progettazione di un sito: le persone non vedenti, ad esempio, utilizzano un software che legge con una voce elettronica il contenuto della pagina web; per questo le immagini della pagina devono essere accompagnate da un testo sostitutivo; le persone ipovedenti (spesso gli anziani) hanno bisogno di caratteri grandi per riuscire a leggere il testo; i daltonici hanno bisogno che ci sia un forte contrasto tra il colore del testo e quello dello sfondo; chi ha problemi nell’uso del mouse ha bisogno che la pagina possa essere navigata con i comandi della tastiera, o magari con comandi vocali.

L’accessibilità è una componente importante dell’usabilità (che comprende tutto ciò che è necessario per garantire un’esperienza di navigazione positiva, semplice e fruttuosa a qualsiasi utente).

Per garantire l’accessibilità di un sito è spesso necessario costruire delle pagine flessibili, il cui contenuto si adatti, soprattutto dal punto di vista grafico, alle esigenze dell’utente, in base alle sue scelte. A livello tecnico, esistono delle linee guida approvate a livello internazionale (Web Content Accessibility Guidelines) da seguire nel costruire qualsiasi pagina web.

Nell’ambito dell’eLearning, l’accessibilità, fondamentale per non rischiare che qualche utente rimanga escludeso in partenza dal processo formativo, comporta la capacità di mettere in gioco una molteplicità di canali di comunicazione, combinando in modo opportuno testo ed elementi multimediali e tenendo conto tanto dell’efficacia espressiva quanto della fruibilità dei materiali scelti.

Add comment Agosto 12th, 2008

Un wiki per la diffusione del modello Peer-To-Peer

Il sito The Foundation of P2P Alternatives è un punto di riferimento per scoprire tutte le possibili applicazioni del Peer-to-Peer.
The Foundation of P2P Alternatives è un wiki diretto da Michel Bauwen per promuovere il “Peer-To-Peer”  come tecnologia e come modello di pensiero, studiando e documentando le trasformazioni e le alternative che ne possono derivare per la società.

Il sito propone numerose risorse sulle attività e le proposte dell’omonima Fondazione, e al tempo stesso, essendo strutturato come wiki, offre a chiunque lo desideri la possibilità di collaborare incrementando e migliorando i testi proposti.

E’ strutturato in tre sezioni principali:

  • The Foundation comprende una descrizione della Fondazione, delle sue idee chiave e delle persone che vi collaborano; riferimenti a risorse collegate (Blog, Rss Feed, Newsletter) e ai servizi offerti dalla Fondazione (seminari, libri, consulenza di esperti);
  • Topics, che comprende argomenti chiave quali la produzione, la “governance” e la proprietà secondo il modello P2P, alcune guide introduttive, e una serie di pagine dedicate a numerosi argomenti trattati in chiave P2P (dall’apprendimento, alla politica, ai media, alla tecnologia, ecc.)
  • P2P Resources, un archivio che include articoli, libri, case studies, conferenze, narrativa, interviste, podcast e webcast e molto altro inerenti agli argomenti del sito.

Il wiki raccoglie anche un’interessante Enciclopedia di voci legate al Peer-To-Peer, organizzate secondo 4 filoni principali (indicati come “paradigmi”):

  • il paradigma “Open and Free”, legato a tutto ciò che è aperto (accessibile e trasformabile senza limitazioni) e gratuito;
  • il paradigma “Partecipativo”, che include tutte le modalità di produzione e collaborazione basate sulla collaborazione tra pari;
  • il paradigma “Commons”, relativo alla nuova forma di gestione dei diritti d’autore che si oppone al tradizionale copyright;
  • il paradigma della “Rete” che include tutti i fenomeni di tipo “Sociale” (Dalla Folksonomy, alla Long Tail, al Social software, ecc.).

Il sito è in lingua inglese.

http://www.p2pfoundation.net

Add comment Agosto 6th, 2008

SaaS

Con l’acronimo SaaS ci si riferisce all’espressione Software as a Service una modalità di distribuzione di programmi informatici che nell’era del Web 2.0 è divenuta una realtà sempre più diffusa.
Software as a Service significa che il software, una qualsiasi applicazione informatica, non è progettato per essere installato ed eseguito sul computer del singolo utente, ma viene invece reso disponibile su Internet per essere utilizzato online: il software quindi non è più un prodotto da acquisire ma un servizio da utilizzare.

Per l’utente c’è il vantaggio di poter utilizzare l’applicazione da qualsiasi computer, di non dover effettuare nessuna installazione (con le problematiche tecniche che possono esservi connesse) e di avere sempre a disposizione la versione aggiornata del software. Tutto questo è ancora più importante in termini di ottimizzazione dei costi nel caso di un’organizzazione.

Nell’ambito del Web 2.0 ci sono siti (come Google) che offrono diversi software fruibili online utili sia per il singolo utente sia per la collaborazione tra più utenti, e che sostituiscono software di tipo tradizionale (ad esempio per la produzione di testi e fogli di calcolo, per la gestione di calendari di attività).

Oltre alle applicazioni Web 2.0 in genere gratuite e pensate per il “privato”, il Software as a Service
comprende applicazioni rivolte al mondo delle imprese e delle organizzazioni: soprattutto in questi casi il SaaS richiede la creazione di uno specifico modello commerciale, dove invece di pagare un’unica quota iniziale per una licenza di installazione e utilizzo del software a tempo illimitato, il cliente paga in funzione dell’utilizzo (e quindi in genere pagamenti più piccoli ma ripetuti nel tempo).

Naturalmente perché persone e organizzazioni scelgano di affidarsi al SaaS occorrono garanzie che il servizio sia sempre disponibile quando serve (questo comporta che anche l’utente disponga di una buona connessione) e che i dati vi siano trattati in modo da assicurare la privacy.

Add comment Agosto 4th, 2008


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