Archivio del Giugno, 2008

Search Engine Optimization

Con il termine Search Engine Optimization (spesso indicato con l’acronimo SEO) si indica l’insieme delle attività che, nella costruzione dei contenuti di un sito web, hanno lo scopo di rendere tali contenuti facilmente analizzabili e rintracciabili da parte dei motori di ricerca.
Lo scopo del SEO è che il sito compaia nei primi risultati delle ricerche che gli utenti fanno con determinate parole chiave: dato l’alto numero di risultati che i motori di ricerca restituiscono, infatti, è probabile che solo i siti che compaiono nelle prime posizioni vengano effettivamente visitati.

Si possono differenziare due tipologie di applicazione della SEO: una che mira genericamente ad ottenere il maggior numero di visite possibili da parte degli utenti, a scopi commerciali, ottenendo buoni posizionamenti del sito anche in riferimento a “parole chiave” che non corrispondono effettivamente al suo contenuto, ma che sono semplicemente “molto popolari”; un’altra invece che mira a facilitare il ritrovamento del sito da parte di chi è interessato ai temi realmente trattati.

L’attività di SEO si concretizza in una serie di accorgimenti tecnici (relativi ad esempio agli elementi presenti nel “codice” della pagina, all’uso dei cosiddetti “metatag” descrittivi, all’uso dei titoli all’interno del testo e alla scelta del nome del file); accorgimenti che si evolvono nel corso della storia dei motori di ricerca, i quali mettono in atto sempre nuove strategie per far emergere risultati “autentici” ed eliminare siti che adottano tecniche “fraudolente” per migliorare il proprio posizionamento.

Ma prima di questi aspetti tecnici viene la capacità di individuare correttamente le “parole chiave” che possono mettere in relazione gli interessi di chi usa i motori di ricerca e i contenuti del sito, applicando diverse strategie (tassonomie “dall’alto” o “dal basso”, come le folksonomy tipiche del Web 2.0).

Add comment Giugno 30th, 2008

Gestire l’eccesso di informazioni

In questa rassegna una panoramica di interventi di esperti sul  problema sempre attuale dell’Information Overload.

Il tema dell’information overload, cioè del sovraccarico di informazioni, è divenuto sempre più rilevante nella storia di Internet: la quantità di informazioni disponibili su siti web e attraverso motori di ricerca è sempre più grande, l’uso dell’e-mail è sempre più pervasivo, e negli ultimi anni sono nate sempre nuove applicazioni, specie nell’ambito del “social software” (blog, rss, social bookmarking, ecc.) che continuano ad accrescere in modo esponenziale il numero di informazioni e comunicazioni a cui siamo esposti. Tutto questo può aumentare le opportunità di acquisire conoscenza, ma può anche avere l’effetto contrario: specie nelle organizzazioni si è rilevato come l’information overload possa rappresentare un reale problema in termini di produttività. Per questo è aperto un vivace dibattito sulle soluzioni da adottare per gestire questo imponente flusso informativo in modo efficace.

1. “Info Overload: The Problem” di Sarah Perez

http://www.readwriteweb.com/archives/info_overload_the_problem.php
  Data: 2008
  Lingua: Inglese
  Formato: Html

L’autrice sottolinea il problema dell’Information Overload a partire da una recente ricerca statunitense che  ha calcolato in 650 miliardi di dollari annui la perdita delle aziende in termini di produttività, a causa dell’incapacità dei dipendenti di gestire l’eccesso di informazioni. Email, Instant Messaging, Siti Web, Feed RSS, Servizi di Social networking, tutti strumenti che per le loro potenzialità dovrebbero aumentare la produttività, causano in realtà continue interruzioni e distrazioni (con conseguenti perdite di tempo per recuperare l’attenzione), che rendono difficile lo svolgimento delle proprie attività lavorative quotidiane. L’articolo fa il punto sulle strategie proposte da diversi esperti per combattere il fenomeno, che vanno dal creare una routine di utilizzo di questi sistemi, all’uso di software che filtrano le informazioni ricevute in modo da guidarne la lettura, all’identificare le attività che possono essere gestite in parallelo distinguendole da quelle che richiedono un’attenzione totale.

2. “Internet suffering from information overload” di Andrew Kantor

http://www.usatoday.com/tech/columnist/andrewkantor/2007-06-14-internet-organization_N.htm
  Data: 2007
  Lingua: Inglese
  Formato: Html

L’autore spiega come la crescita esponenziale di informazioni su Internet, dovuta al fatto che tutti possono pubblicare senza nessuna barriera, abbia messo in crisi uno dopo l’altro diversi sistemi di gestione e classificazione dei contenuti: dapprima le directory, poi i motori di ricerca, da ultimo anche il tagging: la soluzione che oggi sembra più efficace è l’emergere di siti informativi di riferimento (ad esempio Wikipedia per le informazioni di livello generale, altri per le informazioni specialistiche) che possano rappresentare un punto di partenza per orientarsi ed eventualmente accedere ad ulteriori approfondimenti.

3. “Oltre l’information overload: effetti dell’eccesso di informazioni sulle persone” di Luca Chittaro

http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2008/02/oltre-linformat.html
  Data: 2008
  Lingua: Italiano
  Formato: Html

L’autore evidenzia uno degli effetti più negativi dell’information overload, quello di enfatizzare il fenomeno del “confirmation bias”: in pratica si tratta del fatto che una volta che ci si sia fatti un’idea su un argomento, si tende a notare solo le informazioni che confermano questa idea preliminare, e ad ignorare quelle che la contraddicono. In una situazione di difficoltà come quella in cui si devono trovare informazioni esplorando un numero troppo grande di siti web, e si ha poco tempo per leggere troppe cose, il rischio è di legarsi troppo presto alle prime idee che si trovano espresse in modo comprensibile e di conseguenza leggere in modo superficiale e distorto le altre fonti disponibili.

4. “Eight steps to thriving on information overload” di Ross Dawson

http://www.rossdawsonblog.com/weblog/archives/2007/08/
eight_steps_to.html

  Data: 2008
  Lingua: Inglese
  Formato: Html

L’autore sottolinea come quello dell’information overload non sia solo un problema, ma anche una necessità, soprattutto per chi deve guidare un’organizzazione in un contesto che sempre più è caratterizzato da globalizzazione e diversificazione delle attività, e quindi ha bisogno di essere aggiornato su una grande quantità di temi e di dati. Per gestire in modo efficace questo grande numero di informazioni l’autore propone alcune linee guida, che  vanno dal fissare i propri obiettivi di informazione, al selezionare le fonti, all’applicare strategie per “filtrare”, allo sfruttare in modo adeguato le reti di persone come fonte di conoscenza.

5. “Lost in E-Mail, Tech Firms Face Self-Made Beast” di Matt Richtel

http://www.nytimes.com/2008/06/14/technology/14email.html?partner=rssnyt
  Data: 2008
  Lingua: Inglese
  Formato: Html

L’articolo, facendo sempre riferimento alle ultime ricerche sulle perdite di produttività dovute all’Information Overload, si concentra in particolare sul tema dell’E-mail, uno strumento che ha un peso rilevante nelle attività delle persone, e che arriva a creare fenomeni di sovraccarico e addirittura di dipendenza tali da rendere veramente difficoltoso lo svolgimento del lavoro. Diverse organizzazioni stanno cercando di sviluppare strategie per limitare l’uso dell’e-mail, per creare tempi “liberi da e-mail” in cui potersi più facilmente concentrare  e portare a termine le proprie attività.

Add comment Giugno 25th, 2008

Dialogare con i Social Media

Il sito ConverStations  propone informazioni e suggerimenti per un uso efficace dei Blog e dei Social Media.

ConverStations è il sito di Mike Sansone, un esperto statunitense di communities e social software.

La tesi da cui deriva il nome del sito è che i Blog, e i Social Media in generale (cioè tutti quegli strumenti di condivisione e collaborazione che fanno parte del cosiddetto Web 2.0), siano “stazioni di conversazione”, ovvero che il loro scopo principale sia quello di facilitare e promuovere il dialogo; da questo derivano tutte le loro possibili ricadute positive nel mondo delle aziende, dell’educazione, delle associazioni e del non profit.

ConverStations è costruito come un blog: in primo piano suggerimenti, segnalazioni, idee dell’autore, pubblicate in ordine cronologico e poi archiviate per mese e per categoria. Le applicazioni Web 2.0 sono valorizzate sia per integrare contenuti multimediali (Es. strumenti di slide sharing) sia per diffondere gli interventi dell’autore nelle “reti sociali” (es. siti di social bookmarking).

L’archivio tematico che raccoglie i contenuti del sito comprende numerose categorie dedicate all’uso efficace dei Blog (Blog Coach, Blog Comments, Blog Literacy, Blog Strategy, Blog Tracking), categorie dedicate ai settori di applicazione dei Social Media (Education, Workplace, Business, Marketing), oltre che ad alcune parole chiave del Web 2.0 (Feed, Podcast, Social networking, …).

La sezione BlogRoll presenta moltissimi link a fonti di informazione web sugli ambiti che intersecano gli interessi dell’autore: quindi blog, impresa e business, tecnologie, scrittura e giornalismo online, ecc.

Un’altra sezione interessante è il Blog & Social Media Glossary, con sigle e parole chiave inerenti ai temi del sito, spiegate in modo semplice e sintetico, con rimandi a risorse web di approfondimento.

Il sito è in lingua inglese.

http://www.converstations.com/

Add comment Giugno 18th, 2008

Slide sharing

Con il termine Slide sharing si intende la condivisione online delle proprie Presentazioni (realizzate con applicazioni digitali di tipo Office, come MS PowerPoint o OpenOffice Impress).

Non si tratta però del semplice inserimento di un file in un archivio condiviso, ma di un servizio online che ha tutte le caratteristiche del Web 2.0: in questo modo uno strumento che appare tra i più tradizionali nella formazione (i cosiddetti “lucidi”, o “diapositive / slides” nella versione digitale), e i cui limiti risiedono in genere nell’assenza di interattività, diventa uno strumento da commentare, segnalare, integrare con altri materiali, generando un circuito virtuoso di apprendimento collaborativo.

I servizi di Slide sharing (il primo e più popolare è offerto da SlideShare, ma molte altre applicazioni di questo tipo sono nate o si stanno sviluppando) permettono di realizzare la propria presentazione con i software abituali e poi di pubblicarla online con pochi clic del mouse; l’autore indica anche le parole chiave (tag) relative agli argomenti trattati, come per qualsiasi altro contenuto Web 2.0; una volta pubblicata, la presentazione può essere sfogliata direttamente online, a dimensioni ridotte o a schermo intero. Per questo motivo per mostrare la presentazione è sufficiente inviare un link, senza bisogno di mandare via e-mail allegati di grosse dimensioni. I lettori possono segnalare la presentazione attraverso siti di Social bookmarking  e aggiungere propri commenti, che possono costituire un utile feedback per l’autore o anche dare suggerimenti d’uso ad altri utenti. La stessa presentazione può essere trovata attraverso i motori di ricerca (che riconoscono in termini in essa contenuti), distribuita attraverso feed RSS, integrata all’interno di blog o altri siti.

Lo Slide sharing essere considerato un interessante strumento di Rapid Learning, dato che consente ad un autore di produrre un contenuto con strumenti di semplice utilizzo (senza la mediazione di sviluppatori di software), di renderlo disponibile immediatamente ai destinatari e  di attivare processi collaborativi capaci di facilitare l’apprendimento.

Add comment Giugno 16th, 2008

Comunità di pratica nel Web 2.0

Le comunità di pratica trovano oggi uno scenario favorevole grazie alla diffusione delle teorie dell’apprendimento informale e degli strumenti del Web 2.0. L’apprendimento fortemente legato alla pratica professionale, che costituisce il valore riconosciuto del modello delle comunità di pratica, può essere realizzato con l’aiuto di strumenti quali blog, wiki, video, social tagging, rss; ma il maggior contributo del Web 2.0 è quello culturale, che promuove il valore della condivisione come un vantaggio per tutti.

Leggi tutto Add comment Giugno 11th, 2008

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