L'e-commerce: strumento per costruire un nuovo rapporto con il mercato"

Organizzato da Gruppo Piccola Industria e dal Gruppo Terziario Innovativo di Assolombarda
Milano, 8 maggio 2000

E-Commerce, una opportunità per le PMI

Sintesi dell'intervento di Gianna Martinengo
Presidente del Gruppo Terziario Innovativo Assolombarda
Presidente Didael S.r.l.

Società dell'Informazione società della conoscenza?  

Viviamo immersi in un mare di informazioni. A maggior ragione in una congiuntura storica i cui tutto ciò che è informazione è percepito come valore. Al punto che vi è chi discrimina la nuova povertà come mancanza di accesso all'informazione, ovvero incapacità di recepirla. E' obiettivo delle Istituzioni e in primo luogo della politica rendere sempre più facile, più trasparente, più democratico l'accesso alle informazioni, in ciò facilitando il rapporto tra Istituzioni e cittadini.

     
Ma cosa significa accesso?  

In prima approssimazione potremmo significare semplicemente disponibilità delle informazioni sulla Rete, ma anche solo un'analisi più attenta ci rivela che questo non basta. L'accesso deve essere selettivo e la capacità di selezionare le informazioni è un fatto di cultura e di capacità.

Quasi tutti i siti di prima generazione, e i progettisti che li hanno sviluppati, partono in genere dal presupposto che le tecnologie digitali consentano di pubblicare enormi quantità di informazioni (in formato testo, grafica, suono) e si propongono come grandi contenitori. Pochi ancora sembrano preoccuparsi del fatto che la gestione dell'informazione debba essere trasformata, ponendo l'utente al centro e non semplicemente come destinatario finale di un processo di trasferimento meccanico di informazioni dall'alto verso il basso. Anche la loro evoluzione tecnologica, ovvero i portali, non sfuggono da questo tipo di contraddizione.

Pochi pensano che non è interessante soltanto aumentare la quantità dell'informazione a disposizione del cittadino, ma soprattutto migliorarne la qualità e in ciò trasformare il processo di semplice trasferimento di informazioni in processo di conoscenza. Solo così l'informazione diventa patrimonio conoscitivo, solo così la selezione è possibile e non semplicemente discriminante funzionale.

E si badi: non si tratta di un fatto tecnologico. Le tecnologie attuali consentono la gestione di un processo attivo di diffusione dell'informazione. La nostra società, DIDA*EL, che dal 1982 è impegnata in un'intensa attività di ricerca e sviluppo di servizi e prodotti per la formazione e di comunicazione mediata dalle tecnologie, ha fatto di questo assunto la base della propria missione: incrementare la diffusione della conoscenza, realizzando soluzioni in grado di combinare in modo flessibile e originale le tecnologie digitali con i contenuti più innovativi.

     
Comunicazione o trasmissione?  

Diffusione di conoscenza e non semplice trasferimento o trasmissione di informazioni è quindi il presupposto per qualsiasi politica di democrazia dell'informazione: al punto che a nostro avviso assume e assumerà sempre più valore (e avrà quindi un prezzo, da pagare, sia monetario sia come investimento sociale) non già l'informazione in quanto tale, ma l'informazione selezionata e dispensata al momento giusto e nel luogo giusto: per assurdo, possiamo quasi affermare di essere disposti a "pagare" per esser meno informati, ovvero per esser informati in modo adeguato ai nostri bisogni. Per conoscere e riconoscere, per capire e farci capire.

E' a questo punto però che entra in gioco il fattore culturale ed è su questo che si attua la sfida: diffusione di conoscenza presuppone infatti diffusione di cultura, ovvero di capacità di selezione e comprensione delle informazioni da parte del cittadino-utente e capacità di comunicazione da parte della comunità delle aziende e delle istituzioni. E' la forma del dialogo, ovvero della crescita progressiva di entrambi i partner del processo comunicativo (utenti da un lato e Istituzioni dall'altro) che va posta al centro del quadro: se entrambi partecipano alla comunicazione in rete, ognuno eventualmente con ruoli, obiettivi, piani diversi ma complementari, tutti potranno risultare avvantaggiati dallo scambio e il risultato finale consisterà in un incremento di conoscenza.

Tutto il mondo della scuola e della formazione è coinvolto nel processo. Le tecnologie di rete, se utilizzate in maniera adeguata, svolgono in tal senso un ruolo decisivo. Se infatti è vero il presupposto da cui è partita questa riflessione, e cioè che la cultura sia essenziale alla diffusione della conoscenza, l'attivazione di un processo culturale è cruciale ed è il fine di qualsiasi attività formativa, dentro e fuori dalla scuola. E qui le tecnologie e Internet ci aiutano, a patto di capire come utilizzarle in un processo di formazione a distanza. Ogni processo di formazione a distanza è essenzialmente dialogo tra persone mediato dalle tecnologie. Dialogo significa interazione: dialogo sulla rete significa apprendimento distribuito e collaborativo, significa processo formativo in cui tutti gli attori coinvolti aggiungono valore, in un percorso il cui fine ultimo è la diffusione di conoscenza.

Intorno a questo processo si sviluppa tutta una serie di nuove figure professionali, che si qualifica come vera e propria comunità virtuale di esperti, soprattutto nelle funzioni innovative che caratterizzano l'apprendimento on line: dal tutor on line al "facilitatore", dal docente classico, ma rivisto in una nuova chiave, all'animatore. Professionalità che ancora mancano, tuttavia, e di cui ci sarà sempre più bisogno, proprio per accelerare il processo di cui si accennava all'inizio. In tal senso la scuola e l'intero mondo della formazione sono chiamati ad assumersi una forte responsabilità.

Ecco quindi la vecchia idea di formazione a distanza, che nei ricordi di tutti noi evoca le cosiddette e famigerate "scuole per corrispondenza", trasformarsi in un processo assolutamente nuovo, in una delle frontiere più interessanti e innovative dell'e-business, che si estende in tal modo a una attività brain-intensive e ad alto valore aggiunto, come la diffusione di conoscenza. Nasce un nuovo paradigma formativo, che potremmo definire con un acronimo inglese "Jitol - just-in-time open learning", che si configura come nuova modalità di formazione, strettamente connessa con l'infrastruttura di rete intranet dell'azienda e designa la capacità di erogare formazione on line al momento più adatto, secondo un processo di accrescimento continuo della conoscenza, sia del singolo sia dell'intera struttura.

DIDA*EL gioca in questo ambito un ruolo fondamentale: il suo laboratorio di ricerca applicata, fondato nel 1985, è stato riconosciuto nel 1990 dal Ministero per l'Università e la Ricerca Scientifica come laboratorio di interesse nazionale nel settore delle nuove tecnologie dell'informazione. La piattaforma DIDA*EL di supporto all'apprendimento in rete, ATENA®, è l'unica piattaforma italiana a vantare ben 25 istanze di utilizzo. ATENA® offre un insieme di funzionalità che trasformano Internet da semplice veicolo informativo, in un ambiente di apprendimento collaborativo e cooperativo, su cui sono basati la maggior parte dei prodotti e servizi sviluppati dalla società.

Tra questi ricordiamo "PMI verso la connettività e e-commerce", una serie di servizi destinati ad operatori e imprenditori delle Piccole e Medie Imprese sul commercio elettronico, reti locali, tecnologie on line e connettività, sviluppato per le aziende di Assolombarda, giunto quest'anno alla sua terza edizione, continuamente aggiornata e ampliata. E ancora: il progetto "AAA Italiano cercasi®", un servizio on line per la promozione dell'immagine Italia all'estero. E' rivolto ad istituzioni ed associazioni di italiani residenti all'estero, ad aziende ed associazioni straniere interessate alla cultura, alla lingua e ai prodotti italiani. Fornisce un servizio di aggiornamento culturale, ricerca di informazioni on demand, di vendita di prodotti "made in italy".

Il processo della diffusione di nuove tecnologie e nuova imprenditorialità è ormai innescato ed è irreversibile. Ma è fondamentale che anche nel nostro Paese, che come è noto è caratterizzato da una fortissima spinta imprenditoriale, si formino immediatamente, e in larga misura, queste nuove professionalità. La cosiddetta "New Economy" è possibile ed è già una realtà anche da noi e l'incontro di oggi lo dimostra, ma le nuove aziende hanno e avranno sempre più bisogno di persone formate e orientate. Se vogliamo essere protagonisti della Nuova economia, ed è possibile, è fondamentale iniziare da subito: un'Associazione informale ma concreta come Punto.it è una delle vie da percorrere per confrontarci, parlare tra noi e far crescere e sviluppare sempre più questi nuovi stimoli.

     
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